|
Vivere la contemporaneità del gelato ci porterà sicuramente ad affrontare nuovi problemi, è giusto delle ultime stagioni un aumento della sensibilità da parte di noi gelatieri nei confronti di persone con problemi legati all' alimentazione con la creazione di speciali ricette gelato per intolleranti a lattosio e ai derivati del latte, ai celiaci, ai diabetici, agli obesi e come ho saputo adirittura per gli Hare Crisna da parte del mio amico e collega il grande Angelo Grasso oggi testimonial Bravo.
Vi raccontiamo tutto ciò perchè abbiamo notato che la forte migrazione dal vicino oriente ha creato delle nuove tipologie sociali, il consumatore di gelato Mussulmano che cerca, giustamente, di evitare di mangiare prodotti contenenti ingredienti impuri e il gelatiere artigiano di origini mediorientali che è attento a rispettare la propia religione anche nella composizione dei gelati e della pasticceria che va a proporre. Mi sono ormai trovato più volte a dialogare con alcuni gelatieri provenienti dal Libano e dall' Egitto che avevano comprato da gelatieri cadorini dei negozi in Germania. Uno dei loro problemi era produrre le vecchie ricette ereditate togliendo perlomeno l'alcool da esse. Ne ho parlato con il Sig. Gianfranco della Bigatton e lui sempre attento alle esigenze dei clienti e riuscito in qualche mese a mettere appunto degli ottimi prodotti completamente analcolici, bene i nostri amici gelatieri di religione Mussulmana sono stati gli entusiati collaudatori di un ottimo tiramisù analcolico e di una non da meno salsa zabaione anch' essa analcolica.
|
|
Bologna. Il gelato arriva in Cina grazie al gruppo Carpigiani
L'azienda ha aperto una sede nella provincia del Guandong con l'obiettivo di esportare la cultura del mangiare italiano
BOLOGNA (25 gen. 2005) - Il Gruppo Carpigiani, leader mondiale nel settore delle macchine per gelato, al 31 agosto scorso ha chiuso l'esercizio 2003/2004 con un giro d'affari di 117 milioni di e con un cash flow che raggiunge i 27 milioni di Euro (+ 8%) e si muove all'attacco del gigante cinese con una strategia innovativa denominata "Carpigiani Gelato University".
L'azienda bolognese, che ha aperto una sede nella Provincia del Guandong, area produttiva nel sud della Cina, intende portare la cultura dell'Italian Food – e in particolare del gelato artigianale – a contatto con una civiltà millenaria come quella cinese, da poco risvegliata alle logiche di mercato e già in testa all'economia mondiale per volumi di crescita.
"Nel 2004 abbiamo iniziato con "Carpigiani Gelato University" a realizzare oltre 200 corsi di formazione, tra avviamento e perfezionamento, per un totale di 5.000 frequentatori e un investimento di 1 milione di Euro", spiega Gino Cocchi, AD di Carpigiani.
"L'obiettivo è quello di raggiungere, nell'arco di un triennio, i 1.000 corsi all'anno, per un totale di 25.000 artigiani gelatieri e un investimento annuale di 5 milioni di Euro". Ma verso il mercato cinese Carpigiani sta mettendo in campo una autentica "manovra a tenaglia": oltre al fronte della formazione, si muove anche quello del servizio post vendita, con l'apertura di 44 nuovi punti di assistenza, alcuni dei quali concentrati nell'area di Shanghai dove le grandi catene fast food hanno programmi molto ambiziosi (il solo gruppo Yum Brands – Pizza Hut e KFC – ne prevede 350 nel corso del 2005).
"Dopo la storica approvazione da parte di Mac Donalds per la fornitura di macchine per la produzione di gelato fresco ai 14.000 punti vendita nel territorio USA,la penetrazione ed il presidio del mercato cinese – dal quale ci attendiamo un volume di affari di 10 milioni di Euro nel quinquennio- rappresenta la maggiore sfida strategica di questi anni", prosegue Cocchi.
Il Gruppo Carpigiani copre oggi una quota di mercato pari al 46% del valore mondiale delle macchine per gelato fresco, e dà lavoro a oltre 500 addetti (numero raggiunto l'anno scorso grazie all'acquisizione dell'azienda statunitense HC Duke Electro Freeze).
"Nonostante i rincari delle materie prime e il cambio svantaggioso dell'Euro nei confronti del dollaro, puntiamo a superare i 120 milioni di Euro ad agosto 2005", conclude Cocchi.
fonte: www.emilianet.it
|